Realtà ovvie

assolutismi

No agli assolutismi, senza “se” e senza “ma”, perché abbiamo visto bene dove ci ha condotto questa strada di eccessivo rigore mentale, di anacronistica separazione mentale tra 0 e 1, tra bianco e nero, tra buono e cattivo. Tutti gli assolutismi sono in quanto tali sbagliati, nessuno escluso! E chi pretenda di poter affermare che un principio sia sempre valido non può che essere tacciato – in qualunque tempo – che col marchio della peggior infamia. Come disse lo stesso Galilei (al posto della frase che gli misero in bocca i postumi): “Financo la relatività ha le sue ecceptioni!” e chi siamo noi per andar contro Galileo Galilei? Niente, assolutamente niente!

Una realtà ovvia è che il relativismo ha molto più senso e prove della cieca fede in qualcosa, ché solo i Sith ragionano per assoluti.

Un’altra è che esistono gay buoni, gay cattivi, gay che potresti portare a una cena a casa dell’ambasciatore e gay che sembrano donne in costante sindrome premestruale. Chiunque cerchi di ricondurre a unità l’essere gay è (a scelta) un folle, un ingenuo o un menzognero.

Ancora: quanto detto su vale anche per ogni altra categoria di persone. Ad esempio non tutti i preti sono pedofili, non tutti gli omofobi sono gay repressi, non tutti gli etero sono omofobi, non tutti gli intolleranti scioglierebbero nell’acido certe categorie di persone. I pregiudizi esistono da ogni parte, e in merito vi consiglio l’illuminante canzone di DJ Lubel dal titolo “Just the majority“.

Per finire la sagra delle realtà ovvie: se ragioni per assoluto contro un argomento (ad esempio pretendendo che i mass media evitino ogni discussione che in astratto potrebbe portare punti alla causa LGBT), perdi ogni diritto di pretendere il relativismo quando l’assoluto viene usato contro di te. Siamo in Italia, e l’Italia è formata da etero, da gay, da credenti, da bigotti, da atei e da agnostici, da buddhisti, da solipsisti, da quelli che come me meditano di diventare pastafariani. Se ti sta bene convivere con questo esercito eterogeneo di persone, va bene. Se non ti sta bene, emigra.

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Quella notte che due agenti ci cercarono i documenti

Ricordo un’occasione che mi ha messo una tristezza addosso..
Ero in auto con un amico, fermi sotto casa mia, notte.
Passa una pattuglia.
Fa il giro.
Si ferma.
Scendono entrambi: “Ragazzi, scusate, ma siamo di turno da due ore e stanotte non c’è un cane in giro. Voi sembrate tipi a posto, possiamo controllarvi i documenti tanto per perdere dieci minuti?

Sublimi persuasioni

Il termine “subliminale” è di derivazione latina, sta a indicare qualcosa che si trova al di sotto della soglia (sub limen), come per esempio le tracce audio ad un volume troppo basso, le luci infrarosse o le immagini che durano una frazione di secondo.
Nei decenni passati (gli studi furono portati avanti dal secondo dopoguerra negli Stati Uniti) si ipotizzò che il cervello umano possa passivamente ricevere i messaggi inviatigli in maniera subliminale, che verrebbero quindi accettati senza averne coscienza, come se fossero idee proprie della persona che li subisce.
Un esempio, anche se fuorviante, lo abbiamo nel recente film di fantascienza “Inception” dove agendo a livello onirico (quindi fuori dalla coscienza) si cerca di trasmettere un’idea al dormiente in modo che questa gli sembri unicamente sua.

Questi messaggi sarebbero insomma in grado di condizionare il comportamento e le scelte delle persone.

Nel corso degli anni si è fatto ricorso a questi metodi in vari campi e con diversi obiettivi, talvolta anche positivi: Alcuni supermercati, negli anni Settanta, iniziarono a diffondere musica nei propri locali mettendo anche sottotraccia delle frasi a basso volume per indurre i clienti a pagare la merce presa, a ricordare loro che il taccheggio è un comune, eccetera… Altre volte si è fatto ricorso a metodi simili per migliorare l’autostima ed in genere il carattere degli ascoltatori.
L’idea di manipolare la coscienza umana attirò anche molte industrie, che ne approfittarono per diffondere l’idea che bisogna produrre di più e scioperare di meno (si dice che vi abbia fatto ricorso anche l’italiana FIAT).

È inoltre risaputo che vari gruppi rock e metal inseriscano nei loro brani dei messaggi satanici riprodotti a volume normale ma alla rovescia, in modo che il cervello li ascolti e li traduca inconsciamente, e che molti cartoni animati destinati ad un pubblico molto giovane della Disney contengano immagini di nudo più o meno palesi.

L’idea di base è affascinante, nonché una sorta di miniera d’oro per i teorici del complotto, ed ammetto che io stesso vi ho creduto per parecchi anni, ma la realtà è ben diversa. Certo, le tecniche di persuasione occulta ed efficace esistono, ma anziché basarsi sul subliminale preferiscono porre molto in evidenza il messaggio da trasmettere: Associare in uno spot un certo jingle musicale ad un prodotto pubblicizzato, ad esempio, porta l’ascoltatore a ripensare a tale prodotto quando lo stesso brano viene ritrasmesso, senza pubblicità, magari all’interno del supermarket, e un risultato simile viene dato dalla costruzione di slogan apparentemente banali (se vi dicessi “Che cosa vuoi di più dalla vita?” non pensereste forse ad un certo amaro?).

Quanto ai messaggi subliminali propriamente detti esistono svariati studi che ne dimostrano la totale inefficacia; qui in Italia sono stati realizzati anche video informativi, prevalentemente a cura del CICAP. Uno di questi, quello che per primo mi ha aperto gli occhi, risale ai primi anni Novanta, ed è condotto dal noto presentatore e divulgatore Piero Angela. Il video mostra i risultati di test condotti a doppio cieco in cui gli esaminatori che proiettavano i filmati non sapevano quali dei filmati erano stati conditi con immagini subliminali e quali no, né di che genere di informazioni occulte si trattasse. Avevano una scaletta, in verità, ma conteneva spesso informazioni volutamente inesatte, e solo in un certo numero di test tale scaletta veniva comunicata ai volontari. Alla fine delle proiezioni questi ultimi dovevano compilare dei form (alcuni a scelta multipla, altri liberi) per verificare i risultati effettivi dei filmati manipolati.
Nel video Piero Angela spiega che la percentuale di efficacia del metodo subliminale non si discosta a quella che raggiunge un normale placebo, il che taglia definitivamente la testa al toro.

Conservo ancora la videocassetta contenente questo studio, e pur non avendo più un riproduttore adatto non ho problemi a ricordare i vari passaggi avendone visionato più volte il contenuto per mostrarlo a chi in malafede credeva nella possibilità di manipolare la mente con questo sistema. Una curiosità è lo strano inside joke di cui mi sono accorto per caso una delle ultime volte che ho avuto modo di guardarne il contenuto. Mettendo pausa per un attimo la riproduzione si bloccò su un fotogramma che non avevo mai visto, contenente solo una frase: “I MESSAGGI SUBLIMINALI SONO SOLO PUTTANATE“.
Che buffo!