VaccinarSI, VaccinarNO

Firmeresti un foglio in cui affermi di rifiutare di vaccinare i tuoi figli e di essere pronto/a a pagare le conseguenze penali e civili se in futuro uno di loro contagiasse un neonato facendolo morire?

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Essere cospirazione oggi

Mi sono fatto una mia idea sul perché certe persone sentano il bisogno di credere a qualunque ipotesi di complotto gli si pari di fronte, a prescindere dagli eventi personali che le hanno condotte alla medesima conclusione.
La base comune è che “c’è qualcosa sotto“.

citazioni

Non importa se la notizia ha a che fare con l’aumento del prezzo del sedano o una bomba atomica che esplode nel centro di Protonotaro, la cosa fondamentale è che se il giornale ne parla significa che c’è qualcosa sotto, ovvero che la notizia in sè è falsa o che l’evento è stato appositamente costruito per crearla.
Non si tratta di negazione della realtà come poteva essere per i sostenitori della non morte di Jim Morrison, ma di bisogno di affermazione di una realtà ulteriore, fondata sull’unico credo che i governi siano perfettamente organizzati _contro_ i cittadini, anche a costo di danneggiarsi da soli.
Da qui l’ipotesi di aerei che rilasciano scie chimiche per (secondo una delle ipotesi) far ammalare gli abitanti, che tralascia il dettaglio che, trovandoci tutti nello stesso macrosistema, spargere veleni o tossine varie da una certa altezza può provocare morti o malesseri anche a km di distanza, senza escludere gli stessi mandanti del misfatto.
Eviterò di dilungarmi (preterizione) sul costo necessario a comprare il silenzio di aziende produttrici, piloti, equipaggio, agenti delle varie forze di sicurezza, ingegneri (bisognerà pure progettare gli spazi, gli irroratori, i nascondigli in cui infilarli).
La realtà ufficiale, fin troppo lineare, non piace.
Eh, una volta gli aerei esistevano, eppure non c’erano scie nel cielo.
Mostri vecchie foto con scie di aerei: chiaramente sono state ritoccate, con fotossiop puoi fare tutto.
Così per qualunque cosa. Non c’è modo di convincere un complottista dell’assurdità di ciò in cui crede, e finché tale assurdità non provoca danni amen, si può sopportare.

Ma il problema vero si ha nei casi in cui l’assurdità di una tesi può condurre anche a migliaia di morti.
Ipotizziamo per esempio che i complottardi riescano a convincere abbastanza persone della pericolosità delle vaccinazioni. Ipotizziamo una futura generazione di bambini non vaccinati. Ipotizziamo un’epidemia, con conseguenze anche letali, su scala mondiale.

Basterebbe, questo, ad aprire gli occhi a chi è convinto di averli già aperti?
Ovviamente no, perché si tratta chiaramente di un complotto di Big Pharma che ha creato in laboratorio un virus nuovo, resistente alle millenarie difese immunitarie umane, e lo ha sparso per il globo in modo da lucrare sugli ammalati e convincere tutti a tornare al vaccino, trasformando tutti in autistici.

Ecco perché penso che il debunking sia tutt’altro che inutile. Un “convinto” è perso, non cambierà idea, ma evitare che sparga i propri deliri in giro è un dovere per ogni altro.

Sublimi persuasioni

Il termine “subliminale” è di derivazione latina, sta a indicare qualcosa che si trova al di sotto della soglia (sub limen), come per esempio le tracce audio ad un volume troppo basso, le luci infrarosse o le immagini che durano una frazione di secondo.
Nei decenni passati (gli studi furono portati avanti dal secondo dopoguerra negli Stati Uniti) si ipotizzò che il cervello umano possa passivamente ricevere i messaggi inviatigli in maniera subliminale, che verrebbero quindi accettati senza averne coscienza, come se fossero idee proprie della persona che li subisce.
Un esempio, anche se fuorviante, lo abbiamo nel recente film di fantascienza “Inception” dove agendo a livello onirico (quindi fuori dalla coscienza) si cerca di trasmettere un’idea al dormiente in modo che questa gli sembri unicamente sua.

Questi messaggi sarebbero insomma in grado di condizionare il comportamento e le scelte delle persone.

Nel corso degli anni si è fatto ricorso a questi metodi in vari campi e con diversi obiettivi, talvolta anche positivi: Alcuni supermercati, negli anni Settanta, iniziarono a diffondere musica nei propri locali mettendo anche sottotraccia delle frasi a basso volume per indurre i clienti a pagare la merce presa, a ricordare loro che il taccheggio è un comune, eccetera… Altre volte si è fatto ricorso a metodi simili per migliorare l’autostima ed in genere il carattere degli ascoltatori.
L’idea di manipolare la coscienza umana attirò anche molte industrie, che ne approfittarono per diffondere l’idea che bisogna produrre di più e scioperare di meno (si dice che vi abbia fatto ricorso anche l’italiana FIAT).

È inoltre risaputo che vari gruppi rock e metal inseriscano nei loro brani dei messaggi satanici riprodotti a volume normale ma alla rovescia, in modo che il cervello li ascolti e li traduca inconsciamente, e che molti cartoni animati destinati ad un pubblico molto giovane della Disney contengano immagini di nudo più o meno palesi.

L’idea di base è affascinante, nonché una sorta di miniera d’oro per i teorici del complotto, ed ammetto che io stesso vi ho creduto per parecchi anni, ma la realtà è ben diversa. Certo, le tecniche di persuasione occulta ed efficace esistono, ma anziché basarsi sul subliminale preferiscono porre molto in evidenza il messaggio da trasmettere: Associare in uno spot un certo jingle musicale ad un prodotto pubblicizzato, ad esempio, porta l’ascoltatore a ripensare a tale prodotto quando lo stesso brano viene ritrasmesso, senza pubblicità, magari all’interno del supermarket, e un risultato simile viene dato dalla costruzione di slogan apparentemente banali (se vi dicessi “Che cosa vuoi di più dalla vita?” non pensereste forse ad un certo amaro?).

Quanto ai messaggi subliminali propriamente detti esistono svariati studi che ne dimostrano la totale inefficacia; qui in Italia sono stati realizzati anche video informativi, prevalentemente a cura del CICAP. Uno di questi, quello che per primo mi ha aperto gli occhi, risale ai primi anni Novanta, ed è condotto dal noto presentatore e divulgatore Piero Angela. Il video mostra i risultati di test condotti a doppio cieco in cui gli esaminatori che proiettavano i filmati non sapevano quali dei filmati erano stati conditi con immagini subliminali e quali no, né di che genere di informazioni occulte si trattasse. Avevano una scaletta, in verità, ma conteneva spesso informazioni volutamente inesatte, e solo in un certo numero di test tale scaletta veniva comunicata ai volontari. Alla fine delle proiezioni questi ultimi dovevano compilare dei form (alcuni a scelta multipla, altri liberi) per verificare i risultati effettivi dei filmati manipolati.
Nel video Piero Angela spiega che la percentuale di efficacia del metodo subliminale non si discosta a quella che raggiunge un normale placebo, il che taglia definitivamente la testa al toro.

Conservo ancora la videocassetta contenente questo studio, e pur non avendo più un riproduttore adatto non ho problemi a ricordare i vari passaggi avendone visionato più volte il contenuto per mostrarlo a chi in malafede credeva nella possibilità di manipolare la mente con questo sistema. Una curiosità è lo strano inside joke di cui mi sono accorto per caso una delle ultime volte che ho avuto modo di guardarne il contenuto. Mettendo pausa per un attimo la riproduzione si bloccò su un fotogramma che non avevo mai visto, contenente solo una frase: “I MESSAGGI SUBLIMINALI SONO SOLO PUTTANATE“.
Che buffo!

Tutti fissati con gli spoiler sul nuovo episodio di Star Wars

Ci sono quelli che insistono a rivelare a tutti quello che succede, ci sono quelli che si incacchiano appena sentono rivelare un minimo accenno di trama, poi ce ne sono tantissimi che sono stufi della prima e della seconda categoria.
Insomma, per me si fa molto rumore per nulla, che cosa sarà mai successo di particolare in quel film? In fondo… [seleziona il rigo blu per scoprirlo] HAN SOLO FATTO MORIRE UN VECCHIO PERSONAGGIO.

Terminator – esegesi di una saga

Cogliendo l’occasione della ventura uscita del quinto capitolo della saga, ho deciso di trasferire dalla mente al digitale queste mie riflessioni, e non avendo porte usb innestate sul corpo debbo ancora utilizzare il vecchio sistema della tastiera.

Questo è uno di quegli scritti che forse potrebbero risultare interessanti solo a quelli fissati con telefilm come The Big Bang Theory, e che per mia fortuna sono tantissimi. Come può non essere definito “da nerd“, infatti, il tentativo di dare una spiegazione logica e razionale a una serie di film di fantascienza basati essenzialmente su paradossi temporali, trascorrendo ore a parlarne con gli amici per passare al rasoio di Occam qualunque ipotesi?

Comincerò, comunque, dall’ovvia premessa che si tratta di speculazione fine a se stessa ed a cui probabilmente lo stesso Cameron non aveva pensato quando ha dato inizio al tutto.

Ricordate, in linea di massima, quello che si vede nella saga? [CONTIENE SPOILER]

  1. Terminator sotto pressione
    Un terminator viene spedito nel passato con l’obiettivo di uccidere Sarah Connor prima che possa dar vita al capo della resistenza umana contro le macchine pensanti, e contemporaneamente un umano viene spedito nel passato dal figlio di Sarah Connor con l’obiettivo di salvarle la vita e concepire con lei il capo della resistenza.
    Alla fine il robot viene schiacciato sotto una pressa ma il padre del futuro John Connor è morto.
  2. Terminator 2
    Un terminator avanzato viene spedito nel passato con l’obiettivo di uccidere John Connor prima che possa diventare il capo della resistenza umana, e contemporaneamente un terminator vecchio modello viene spedito nel passato con l’obiettivo di proteggere John Connor.
    Nel corso dell’episodio si scopre che un braccio meccanico del primo terminator era stato recuperato da un’azienda ed aveva costituito la base per il progetto Skynet, mirato alla costituzione di tecnologie militari sofisticate e indipendenti dall’azione umana: ciò che poi – secondo quanto dichiarato dal terminator buono – avrebbe portato nel futuro alla supremazia delle macchine divenute autocoscienti.
    Alla fine il progetto Skynet viene sconfitto con la distruzione degli studi svolti e del braccio meccanico, ed il terminator avanzato viene sconfitto in maniera piuttosto implausibile dal vecchio modello, che poi si fa terminare da Sarah Connor. Il futuro è adesso aperto, non più predeterminato, e questo è il primo vero e forse unico paradosso temporale della saga. Se così è.
  3. Terminator 3
    Come nel secondo episodio, due terminator vengono spediti nel passato, sempre con gli stessi obiettivi.
    Si scopre, anche qui per bocca del terminator che combatte per gli umani, che il progetto Skynet non era stato bloccato del tutto e che il futuro è stato semplicemente posticipato (secondo – forse – paradosso).
    Parere personale: la sola scena interessante del film è quella finale, dove il terminator buono, per salvare John Connor, lo conduce in un bunker poco prima che il progetto Skynet giunga al livello “autocoscienza”. Le ultime parole di John Connor, resosi conto del punto temporale in cui si trova, sono quelle di colui che costituirà il capo della resistenza umana.
  4. Terminator 4
    Ad alcuni è piaciuto, ad altri no. A me non è piaciuto, posso ritenerlo una fase che magari andava raccontata ma che poteva anche non esserlo. Ritengo più vero, come Terminator 4, il primo Matrix. In ogni caso nulla in questo film può essere usato pro o contro la tesi che sosterrò a breve.

Ed ora, come in matematica, “supponiamo per assurdo” che il piano dichiarato nel primo film (uccidere Sarah Connor prima che potesse dar vita al capo della resistenza) fosse andato a buon fine.
Che cosa sarebbe successo?
Morta Sarah Connor, John non sarebbe mai nato, le macchine non avrebbero bisogno di inventare la macchina del tempo e spedire un robot nel passato, e il non nato John Connor non avrebbe potuto spedire nel passato il proprio genitore. Paradosso temporale a gogò? Non solo:

  • Se il robot fosse riuscito nell’intento dichiarato il progetto Skynet non sarebbe mai stato portato avanti, almeno non nei termini dovuti, e le macchine non sarebbero divenute autocoscienti, col risultato che non avrebbero potuto inventare alcunché.
  • Se anche le macchine fossero riuscite ad evolversi e conquistare il dominio sul pianeta, non sarebbe avvenuto nell’Universo di partenza, per il quale non sarebbe cambiato assolutamente nulla: si sarebbe semplicemente venuta a creare una biforcazione, con un Universo dominato dalle macchine in lotta con la resistenza e un Universo dominato dalle macchine senza resistenza umana. Tanta fatica del tutto sprecata.

Può mai una macchina, che come sappiamo dall’episodio 2 non ha emozioni, ingannare tanto il proprio intelletto?
No, questo è certo. Come è a questo punto certo che il vero obiettivo, diversamente da quello dichiarato, non era uccidere Sarah Connor ma portare alla nascita del progetto Skynet e lasciare che il destino facesse un corso che era già stato segnato. Nessun paradosso temporale, solo un piccolo nodo senza strascichi.

cronologia Terminator

Preso atto di questo, tutte le apparenti incongruenze temporali della saga si risolvono: ciò che sembra rivelarsi paradossale non è, o è semplicemente una bugia detta perché era necessario che gli umani di un determinato tempo vi credessero. I vari androidi, nonché l’umano, spediti nel passato si sono limitati a svolgere i compiti che erano stati loro assegnati perché tutti i tasselli fossero inseriti al posto giusto per il giorno del dunque.
In una buona dose, cioè più o meno per tutti i dettagli delle missioni temporali, la cosa è lasciata in mano a qualcosa che potremmo chiamare Fato. Non nel senso di una volontà imprescindibile e inconoscibile ma onnipotente, quanto in quello di storia già verificata, e che proprio per questo non può andare altrimenti: ciò che nei vari film è il presente, per gli agenti temporali è semplicemente passato, e il passato non può essere modificato se non dai libri di storia.