From another point of view

Di tanto in tanto saltano fuori discussioni su proteste di immigrati, spesso con toni eclatanti e scandalizzati, a volte basati su fatti reali alle volte no; di solito queste cose si rivelano come volte di sapone, nel senso che pesa molto l’indirizzo politico dell’autore dell’articolo.

Personalmente non mi ritengo buonista o cattivista, ma secondo me semplicemente molto spesso si continua a mirare il dito (medio) piuttosto che la luna. Insomma, in proposito c’è un’idea che mi ronza in testa: Per ogni ospite il centro di accoglienza riceve circa trenta denari in valuta corrente. In molti centri non ci sono lamentele, in altri salta fuori che stanno dodici o più in una stanza, senza aria condizionata (parliamo di un’estate in cui ogni giorno c’è notizia di almeno un morto per la calura, non sempre anziano). Che l’italiano (medio) si indigni al pensiero di un immigrato che voglia l’aria condizionata non mi frega poi tanto, ma… ecco, la domanda è: nei centri in cui ci sono le proteste come vengono spesi quei soldi?

E boh

Chiamare il proprio operatore telefonico per assistenza, seguire la procedura numerica per arrivare all’operatore e all’ultimo passaggio ascoltare la voce registrata che dice: “Il numero selezionato è inesistente“.