TL;DR

C’era una volta il west, oltre la frontiera, una terra senza legge. Non c’erano reati da infrangere perché non c’erano norme che vietassero questo o quello.
Poi quell’era è finita.

Star Trek definisce come ultima frontiera lo spazio, e magari ha ragione, ma è troppo fuori mano.

Il web è la cosa più vicina che abbiamo: le leggi ci sono, ma poche e spesso inapplicabili.
Qui grosso modo abbiamo una percezione di impunibilità anche per cose che sono comunque fuori legge, e non solo per quello che riguarda il cosiddetto deep web.
È, volendo, una situazione un po’ più democratica rispetto al piano reale: non hai bisogno di essere un mafioso o un galletto di periferia per fare il bullo, basta accedere alla rete e scatenarti, tanto non ti accadrà nulla.

Forse il punto è proprio che è troppo facile, e chi si espone in un modo o nell’altro dimentica che internet non dimentica.
Forza Chiara“, per esempio, tutt’oggi è un riferimento, tutt’oggi ti ci puoi imbattere, nonostante la ragazza sia ormai più che maggiorenne e con uno o più tentativi di suicidio alle spalle.
Siamo squali e pesciolini, e il bello e il brutto è che ognuno di noi è o può essere sia l’uno che l’altro.

Totò: l’uomo e la maschera

riina

Esplode il Riinagate: unità e unità di cittadini italiani chiedono la scarcerazione di Zu Totò (che in effetti ha un facciotto tenero, per non parlare delle sopracciglia sbarazzine), ed al contempo altri membri del popolo puntano il dito sulla necessità di una pena certa e inflessibile, se è il caso anche in deroga alla Costituzione.
In tutto questo Renzikeffà?
Niente, nemmeno il PdC.

Vergogna!

riina2

Spegnetevi!

Hai ricevuto anche tu col passaparola complottaro un video destinato a sconvolgere i destini mondiali con una semplice azione? Anche tu dopo la visione ti sei fatto una domanda e ti sei dato una risposta?
Se la risposta che ti sei dato somiglia a quella che c’è in questo video, sentiti pur libero di usarlo per illuminare chi conosci.

Il vecchio che gridava al lupo

Hai presente la storia del ragazzo che gridava “Al lupo, al lupo“?
Ma certo che la conosci, tutti quelli che hanno visto “L’esercito delle dodici scimmie” se la ricordano.
Ecco, conoscevo un vecchietto a cui è andata proprio così.

Era un po’ suonato, a suo modo un personaggio tipico, di quelli che chiamano matti del villaggio. Il matto del mio villaggio era lui.
Tra le tante, spesso gli veniva lo sghiribizzo di chiamare il pronto intervento perché si sentiva morire, poi ovviamente appena arrivata l’ambulanza guariva subito. A ripensarci non è che facesse tanto ridere, magari si sentiva morire perché si sentiva solo, non lo so.
Prima d’ora non ero mai andato, con lui, oltre “l’avvertimento del contrario” descritto da Pirandello nel suo saggio sull’umorismo, e tutto sommato non vedo perché dovrei farlo adesso solo perché è morto. Sarebbe ipocrita, e a me piace essere ipocrita solo quando non me ne accorgo, quindi tagliamola qui e torniamo al racconto.

Il succo è che gli operatori erano esasperati: da un lato sapevano che ogni volta si trattava di una corsa inutile, di uno spreco di tempo, dall’altro gli toccava andarci lo stesso, magari dopo averlo rimproverato un po’ al telefono, almeno per rimproverarlo personalmente.
L’ultima volta, però…

L’ultima volta avvenne che c’era una sola ambulanza disponibile, e assieme alla chiamata di questo vecchietto ne arrivò un’altra. Il vecchietto urlava come un disperato, temeva per la propria vita, l’altra chiamata invece era di uno agli arresti domiciliari rimasto senza medicine.
L’ambulanza partì per il secondo, e poi passò dal vecchietto.
Ma il vecchietto non rispose.

Suonarono ancora, e ancora silenzio.

Solo all’arrivo delle forze dell’ordine la porta di casa fu aperta, infermieri e agenti entrarono e videro il vecchietto a terra in una posa innaturale, il tappeto buono inondato di sangue.
Il successivo esame autoptico confermò le prime impressioni del commissario: quel povero cristo era stato sbranato da un lupo.

Alla vittima di stupro di gruppo in Calabria: non sei sola!

Il Sud Italia se l’è cercata

Al di là del Buco

Di quante dimostrazioni abbiamo bisogno prima di chiamare le cose con il proprio nome? Accade a Melito, per esempio, in Calabria, ma potrebbe accadere ovunque e in fondo la questione si riduce alle conclusioni di sempre.

  • lei è stata stuprata, minorenne, da più persone.
  • lei se l’è cercata, perché le ragazzine oggi si conciano in modo osceno.
  • i ragazzi sono di buona famiglia e quando si parla di loro si dice che non siano le loro azioni a rovinargli la vita, ma il fatto che ora sia di dominio pubblico e che la ragazza abbia detto quello che le era capitato.

Fino a quando si penserà questo non potremo sconfiggere il fenomeno e non potremo assicurare alle ragazze la possibilità di vivere la sessualità in modo sicuro e consapevole, giammai per costrizione, ma solo perché si tratta di una scelta.

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