Totò: l’uomo e la maschera

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Esplode il Riinagate: unità e unità di cittadini italiani chiedono la scarcerazione di Zu Totò (che in effetti ha un facciotto tenero, per non parlare delle sopracciglia sbarazzine), ed al contempo altri membri del popolo puntano il dito sulla necessità di una pena certa e inflessibile, se è il caso anche in deroga alla Costituzione.
In tutto questo Renzikeffà?
Niente, nemmeno il PdC.

Vergogna!

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Il vecchio che gridava al lupo

Hai presente la storia del ragazzo che gridava “Al lupo, al lupo“?
Ma certo che la conosci, tutti quelli che hanno visto “L’esercito delle dodici scimmie” se la ricordano.
Ecco, conoscevo un vecchietto a cui è andata proprio così.

Era un po’ suonato, a suo modo un personaggio tipico, di quelli che chiamano matti del villaggio. Il matto del mio villaggio era lui.
Tra le tante, spesso gli veniva lo sghiribizzo di chiamare il pronto intervento perché si sentiva morire, poi ovviamente appena arrivata l’ambulanza guariva subito. A ripensarci non è che facesse tanto ridere, magari si sentiva morire perché si sentiva solo, non lo so.
Prima d’ora non ero mai andato, con lui, oltre “l’avvertimento del contrario” descritto da Pirandello nel suo saggio sull’umorismo, e tutto sommato non vedo perché dovrei farlo adesso solo perché è morto. Sarebbe ipocrita, e a me piace essere ipocrita solo quando non me ne accorgo, quindi tagliamola qui e torniamo al racconto.

Il succo è che gli operatori erano esasperati: da un lato sapevano che ogni volta si trattava di una corsa inutile, di uno spreco di tempo, dall’altro gli toccava andarci lo stesso, magari dopo averlo rimproverato un po’ al telefono, almeno per rimproverarlo personalmente.
L’ultima volta, però…

L’ultima volta avvenne che c’era una sola ambulanza disponibile, e assieme alla chiamata di questo vecchietto ne arrivò un’altra. Il vecchietto urlava come un disperato, temeva per la propria vita, l’altra chiamata invece era di uno agli arresti domiciliari rimasto senza medicine.
L’ambulanza partì per il secondo, e poi passò dal vecchietto.
Ma il vecchietto non rispose.

Suonarono ancora, e ancora silenzio.

Solo all’arrivo delle forze dell’ordine la porta di casa fu aperta, infermieri e agenti entrarono e videro il vecchietto a terra in una posa innaturale, il tappeto buono inondato di sangue.
Il successivo esame autoptico confermò le prime impressioni del commissario: quel povero cristo era stato sbranato da un lupo.

GIENTISTI KON FUSI

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QUANDO C’ERA LVI I PIRATI STAVANO AI LAVORI FORZATI, NON SUI VELIERI A BERE IL KAFFEEE AUGURANDOSI IL BUONGIORNO L’UN L’ALTRO.