Ho scritto una lettera a facebook…

Le righe seguenti sono quelle che compongono un reclamo inoltrato a Facebook per una situazione che ho vissuto stamattina a causa di una pagina che ho creato qualche settimana fa. Pagina che conta oltre tremila iscritti, mentre quella che curo con amore da anni non arriva a trecento, considerate quanta ingiustizia c’è nel mondo.

Ho già provato a contattarvi via cellulare ma su un altro canale perché non visualizzavo questa opzione.
Ho ricevuto segnalazioni per due immagini pubblicate su una pagina satirica (No ai matrimoni etero) nata per ironizzare su una seria e veramente discriminatoria (No ai matrimoni omosessuali).
Delle due immagini bloccate per segnalazioni la prima confrontava una classica bufala (quella per cui ai gay pride costringono i bambini a vestirsi da donna) con la realtà che la smentiva (la foto su cui la bufala si basa era presa da una scena di un carnevale brasiliano), e la seconda immagine serviva a mostrare l’illogicità di certi ragionamenti razzisti e discriminatori.

Niente scene di nudo, né di violenza, nessuna istigazione a delinquere o cose simili, e le descrizioni a corredo delle immagini erano anche leggere e moderate, soprattutto confrontate a commenti da me segnalati in passato e che sono stati da voi esaminati e conservati perché “non contrari agli standard“.

Alcuni dei commenti “non contrari agli standard” auguravano la morte ai profughi che si mettono in viaggio sui barconi. Quei commenti sono stati lasciati, due mie immagini contrarie all’omofobia sono state rimosse e io sono attualmente bloccato.

Che cosa dovrei pensare di tutto questo?

Vi chiedo quindi di riconsiderare la vostra decisione: non tanto per me, un blocco di 24 ore lo sopporto tranquillamente, quanto perché queste segnalazioni provengono sicuramente da soggetti che si sentono colpiti nel vivo, quindi omofobi e razzisti.

Vorreste far vincere loro?

La dittatura della democrazia internettuale

facebufale

Come si andrebbero a trasformare i ‪‎social‬ ‪‎network‬ se ognuno tra gli ‪‎spacciatori‬ di ‪‎bufale‬ (a partire da chi come ‪‎politici‬ e ‪‎giornalisti‬ le usa per professione) dovesse pubblicare ogni volta che viene ‪‎sputtanato‬ una ‪‎smentita‬ di pari lunghezza della ‪‎notizia‬ ‪‎falsa‬, dove attacca se stesso con la stessa ‪‎veemenza‬ con cui attaccava nella ‪‎bufala‬?

Date un blog alla Cristoforetti

Mentre riflettevo sulla diatriba di questi giorni a proposito del ritorno sulla Terra di Samantha Cristoforetti e di ciò che tale ritorno ha suscitato in Selvaggia Lucarelli sulle prime ero decisamente dalla parte della nostra navigatrice dello Spazio, poi però ho ripensato alle sagge parole che il vate Dante Alighieri ebbe a pronunciare in merito: “intender non la può chi non la prova!
Ed ecco l’ispirazione: Date un blog alla Cristoforetti, e spedite la Lucarelli nell’alto dei Cieli.

PS: peraltro, però, è vero che la stampa italiana ha la tendenza a triturare ogni notizia fino a renderla immangiabile.

Fimo, si!

Quando avrò tempo e soldi metterò su un’attività in piccolo di produzione artigianale di oggettistica brutta.

Chiamerò la mia linea “Infimo in fimo’.