Terminator – esegesi di una saga

Terminator 3

Cogliendo l’occasione della ventura uscita del quinto capitolo della saga, ho deciso di trasferire dalla mente al digitale queste mie riflessioni, e non avendo porte usb innestate sul corpo debbo ancora utilizzare il vecchio sistema della tastiera.

Questo è uno di quegli scritti che forse potrebbero risultare interessanti solo a quelli fissati con telefilm come The Big Bang Theory, e che per mia fortuna sono tantissimi. Come può non essere definito “da nerd“, infatti, il tentativo di dare una spiegazione logica e razionale a una serie di film di fantascienza basati essenzialmente su paradossi temporali, trascorrendo ore a parlarne con gli amici per passare al rasoio di Occam qualunque ipotesi?

Comincerò, comunque, dall’ovvia premessa che si tratta di speculazione fine a se stessa ed a cui probabilmente lo stesso Cameron non aveva pensato quando ha dato inizio al tutto.

Ricordate, in linea di massima, quello che si vede nella saga? [CONTIENE SPOILER]

  1. Terminator sotto pressione
    Un terminator viene spedito nel passato con l’obiettivo di uccidere Sarah Connor prima che possa dar vita al capo della resistenza umana contro le macchine pensanti, e contemporaneamente un umano viene spedito nel passato dal figlio di Sarah Connor con l’obiettivo di salvarle la vita e concepire con lei il capo della resistenza.
    Alla fine il robot viene schiacciato sotto una pressa ma il padre del futuro John Connor è morto.
  2. Terminator 2
    Un terminator avanzato viene spedito nel passato con l’obiettivo di uccidere John Connor prima che possa diventare il capo della resistenza umana, e contemporaneamente un terminator vecchio modello viene spedito nel passato con l’obiettivo di proteggere John Connor.
    Nel corso dell’episodio si scopre che un braccio meccanico del primo terminator era stato recuperato da un’azienda ed aveva costituito la base per il progetto Skynet, mirato alla costituzione di tecnologie militari sofisticate e indipendenti dall’azione umana: ciò che poi – secondo quanto dichiarato dal terminator buono – avrebbe portato nel futuro alla supremazia delle macchine divenute autocoscienti.
    Alla fine il progetto Skynet viene sconfitto con la distruzione degli studi svolti e del braccio meccanico, ed il terminator avanzato viene sconfitto in maniera piuttosto implausibile dal vecchio modello, che poi si fa terminare da Sarah Connor. Il futuro è adesso aperto, non più predeterminato, e questo è il primo vero e forse unico paradosso temporale della saga. Se così è.
  3. Terminator 3
    Come nel secondo episodio, due terminator vengono spediti nel passato, sempre con gli stessi obiettivi.
    Si scopre, anche qui per bocca del terminator che combatte per gli umani, che il progetto Skynet non era stato bloccato del tutto e che il futuro è stato semplicemente posticipato (secondo – forse – paradosso).
    Parere personale: la sola scena interessante del film è quella finale, dove il terminator buono, per salvare John Connor, lo conduce in un bunker poco prima che il progetto Skynet giunga al livello “autocoscienza”. Le ultime parole di John Connor, resosi conto del punto temporale in cui si trova, sono quelle di colui che costituirà il capo della resistenza umana.
  4. Terminator 4
    Ad alcuni è piaciuto, ad altri no. A me non è piaciuto, posso ritenerlo una fase che magari andava raccontata ma che poteva anche non esserlo. Ritengo più vero, come Terminator 4, il primo Matrix. In ogni caso nulla in questo film può essere usato pro o contro la tesi che sosterrò a breve.

Ed ora, come in matematica, “supponiamo per assurdo” che il piano dichiarato nel primo film (uccidere Sarah Connor prima che potesse dar vita al capo della resistenza) fosse andato a buon fine.
Che cosa sarebbe successo?
Morta Sarah Connor, John non sarebbe mai nato, le macchine non avrebbero bisogno di inventare la macchina del tempo e spedire un robot nel passato, e il non nato John Connor non avrebbe potuto spedire nel passato il proprio genitore. Paradosso temporale a gogò? Non solo:

  • Se il robot fosse riuscito nell’intento dichiarato il progetto Skynet non sarebbe mai stato portato avanti, almeno non nei termini dovuti, e le macchine non sarebbero divenute autocoscienti, col risultato che non avrebbero potuto inventare alcunché.
  • Se anche le macchine fossero riuscite ad evolversi e conquistare il dominio sul pianeta, non sarebbe avvenuto nell’Universo di partenza, per il quale non sarebbe cambiato assolutamente nulla: si sarebbe semplicemente venuta a creare una biforcazione, con un Universo dominato dalle macchine in lotta con la resistenza e un Universo dominato dalle macchine senza resistenza umana. Tanta fatica del tutto sprecata.

Può mai una macchina, che come sappiamo dall’episodio 2 non ha emozioni, ingannare tanto il proprio intelletto?
No, questo è certo. Come è a questo punto certo che il vero obiettivo, diversamente da quello dichiarato, non era uccidere Sarah Connor ma portare alla nascita del progetto Skynet e lasciare che il destino facesse un corso che era già stato segnato. Nessun paradosso temporale, solo un piccolo nodo senza strascichi.

cronologia Terminator

Preso atto di questo, tutte le apparenti incongruenze temporali della saga si risolvono: ciò che sembra rivelarsi paradossale non è, o è semplicemente una bugia detta perché era necessario che gli umani di un determinato tempo vi credessero. I vari androidi, nonché l’umano, spediti nel passato si sono limitati a svolgere i compiti che erano stati loro assegnati perché tutti i tasselli fossero inseriti al posto giusto per il giorno del dunque.
In una buona dose, cioè più o meno per tutti i dettagli delle missioni temporali, la cosa è lasciata in mano a qualcosa che potremmo chiamare Fato. Non nel senso di una volontà imprescindibile e inconoscibile ma onnipotente, quanto in quello di storia già verificata, e che proprio per questo non può andare altrimenti: ciò che nei vari film è il presente, per gli agenti temporali è semplicemente passato, e il passato non può essere modificato se non dai libri di storia.

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